Una base militare dismessa, la mancata approfondita bonifica ambientale1, abbandono e sprechi: ecco un esempio tipicamente italiano di non riuso e recupero di un sito militare, in questo caso una piccola postazione radar della USAF2 in Calabria chiusa da anni3. Serviva ai militari USA principalmente a controllare i movimenti nel Mediterraneo ed era collegata ad altre installazioni in Sicilia, come la base di Sigonella. È stata probabilmente soppiantata dalle nuove tecnologie satellitari.
«Monte Nardello comune di Roccaforte del Greco una cima come tante altre nel parco nazionale d'Aspromonte se non fosse per la particolarità di essere stata scelta nel lontano 1965 per accogliere quel che oggi è per tutti una ex-base USAFi o meglio ciò che resta di una ex-base ormai chiusa da più di 9 anni3 e abbandonata alla mercede di "banditi" che l'hanno utilizzata come una specie di supermercato dove poter scegliere fra interruttori e cavi elettrici, porte, maniglie, sanitari con relativi accessori, neon e persino lastre di metallo per la copertura dei tetti; una sola cosa mancava: la dolcissima signorina seduta di fronte al suo registratore di cassa che ti presenta il conto prima di uscire.
In questa situazione, un nutrito gruppo di studenti, ex studenti ed insegnanti delle scuole della provincia di Reggio Calabria, anche grazie alla collaborazione di alcuni cittadini del luogo, ha scelto responsabilmente di adoperarsi per la riqualificazione dell’area resasi libera e di attivarsi per un recupero5 intelligente ed ecologico del sito, luogo davvero incantevole. Un’iniziativa civile utilissima di fronte all’immobilismo delle istituzioni e all’impreparazione diffusa sul tema della conversione dal militare al civile, le cui ragioni strutturali e ravvicinate meriterebbero un adeguato approfondimento critico.
Mi pare importante valorizzare questo esempio di percorso dal basso che si sta rivelando non privo di difficoltà e forse non abbastanza noto al di fuori della Calabria, utilizzando le parole scritte dagli stessi promotori. Ecco, a questo proposito, come sul sito di Aspromonte Liberamente vengono presentate le premesse e motivazioni del progetto:
«"www.aspromonte@liberaMente.it" è un Progetto di educazione ambientale e per il recupero delle risorse, che parte dal basso, dal mondo della scuola e mira a stimolare un'adeguata attenzione da parte degli studenti e delle loro famiglie verso le problematiche del territorio. Finalizzato alla valorizzazione delle risorse del Parco Nazionale dell'Aspromonte nasce dall'esigenza di attivare un processo, che coinvolga il mondo della scuola nella sua totalità. Essa, difatti, può svolgere un ruolo decisivo rispetto all'affermazione di un modello di relazioni sociali che riconsideri i valori di un rapporto equilibrato con la natura e l'ambiente, inteso come complesso universo nel quale interagiscono patrimonio naturalistico, storia, cultura e tradizioni.»
«Ma perché il progetto "Aspromonte@Liberamente.it" tiene tanto all'ex-base USAF di monte Nardello?
Perché i ragazzi e i docenti di 14 scuole della provincia di Reggio Calabria non vogliono che l'ex-base USAF cada nelle mani di chiunque possa e voglia acquistarla?
Beh! Se amate la natura, la vostra terra, la cultura, la pace, desiderereste come noi che quel terreno non sia utilizzato per farci un residence, un centro sportivo d'alta quota, ripetitori radio o qualsiasi altra cosa possa giovare soltanto ad una ristretta schiera di "eletti" ma sognereste un laboratorio studi ambientale, un centro per il monitoraggio degli incendi, un centro per il soccorso alpino, un centro astronomico, un luogo che valorizza cultura e tutela dell'ambiente che cambia volto ad un Aspromonte ricordato come terra dei sequestri.»
Un progetto sorprendente, un esempio concreto di conversione attiva dal militare al civile nell’ambito di una riflessione ecologica. Davvero i miei più sinceri complimenti al gruppo di studenti ed insegnanti che lo porta avanti da anni, rompendo l’isolamento con passione e competenza. Recatomi sul posto per una conferenza sul tema delle basi militari, sono davvero rimasto favorevolmente impressionato dall’alto livello del dibattito, dall’interesse attivo dei molti studenti, dal realismo della proposta di osservatorio ambientale, dall’impegno tenace del gruppo, dall’importanza delle iniziative nei suoi risvolti pratici e simbolici, nonché dall’ottima organizzazione ed ospitalità.
Non conosco gli ultimi dettagli politici della vicenda, ma pare che le amministrazioni locali si stiano muovendo. Intanto Aspromonte Liberamente ha preventivamente proposto la creazione di un osservatorio ambientale: per approfondire ed appoggiare questa proposta si sta formando un gruppo di studio sul tema, composto da studiosi di materie ambientali ed altri scienziati (metereologi, astronomi6, esperti di bonifica e di recupero di aree militari); chi fosse interessato può contattarmi attraverso la redazione di Scienza e Pace, che colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente.
Articolo ufficiale: Dal militare al civile LIBERAMENTE Il caso dell’ex base USAF di Monte Nardello di Andrea Licata
*Andrea Licata presiede il Centro di Studi e Ricerche per la Pace dell’Università di Trieste; si occupa fra l’altro di conversione dal militare al civile.
- La bonifica dei siti militari in Italia è obbligatoria (legge 471).
- ta per United States Air Force, la forza militare aerea degli USA.
- La data di questo resoconto tratto dal sito di Aspromonte Liberamente è del 2001 per cui sono passati altri anni nel frattempo; cfr. http://digilander.libero.it/frischietto/doc.htm.
- Tratto dal sito di Aspromonte Liberamente.
- Il riuso appare difficile, visto il degrado degli edifici all’interno della postazione.
- Si è parlato in passato della creazione di un osservatorio astronomico.
