Il 14 Ottobre 2006 una folta rappresentanza di Aspromonte LiberaMente prende un notturno diretto alla capitale in compagnia del Coordinamento Calabrese contro il ponte, per partecipare ad una manifestazione contro le grandi opere. NO PONTE insieme a NO TAV e NO MOSE, insieme a decine di altri comitati base e gruppi e singoli individui che contestano violenze ambientali e sociali, e quel modo prepotente di mettere le mani sui territori Quasi in testa al corteo c'è proprio NO PONTE, rosso cubitale su bianco. Una grande opera in “stand-by”, il ponte sullo stretto di Messina: una delle tante polpette avvelenate addolcite per il momento.
L'interazione con le altre realtà, conseguenza naturale e necessaria perché il confronto si possa ritenere fruttuoso,ha palesato la necessità di creare una rete forte ed in costante contatto, in grado di essere solidale ed efficace nei suoi interventi in aiuto di uno qualsiasi dei suoi componenti.
Fondamentale la comunicazione e la chiarezza ma, soprattutto, se si aspira a diventare un soggetto politico che abbia voce in capitolo, la perseveranza e l'attenzione.
I ragazzi di Aspromonte LiberaMente hanno la bandiera col “no” sulla schiena, e negli occhi la sorpresa perché qualcuno, magari, non aveva mai fino ad allora partecipato ad una manifestazione: ed è una cosa emozionante la possibilità di dire la propria in maniera tanto sorprendentemente libera....anche impugnare il megafono, e poter urlare “no” finché si vuole, è emozionante.
Ci si guarda intorno e ci si dice “ma guarda quanti siamo” “mi aspettavo meno gente”...e ci si abbraccia ogni tanto, e a sera il posto dove ti siedi è il più comodo del mondo. E' una stanchezza dolce, tutto sommato entusiasta.
Dall'8 al 10 di Dicembre l'Aspromonte sarà in Val di Susa, in occasione della festa ad un anno dalla liberazione del cantiere. Un asse vincente, quello “estremo sud-estremo nord”, che abbraccia tutto e non lascia spazio a “ma” o “però”, che visto nel suo “piccolo” (gemellaggio di scuole, scambio culturale ma soprattutto umano, socializzazione tra i giovani) ha già il suo enorme spessore sotto tutti i punti di vista, e che guardato con una prospettiva più larga, includendo tutte le realtà a livello nazionale, l'unità di intenti e l'intensità della lotta allo sviluppismo noncurante, acquisisce un significato nuovo e irrevocabile: non la si chiami più contestazione o protesta, ma, con tutti i significati che ciò può evocare, legittima difesa della propria terra.
