1° Maggio 2007 a Monte Nardello

Fa freddo, tanto freddo. Nessuno si aspettava una giornata simile: “e che diamine è il primo maggio!”.

Gruppi sparsi si muovono presto questa mattina: da Reggio, Gallico, Villa S. Giovanni, Cittanova, Palmi... Si muovono a nuclei di tre o quattro persone, ognuno seguendo il proprio percorso, ma con in comune solo la destinazione.

Sono già le nove e la prima macchina si avventura lungo la strada che porta a Polsi. Pensare di tenere aperti i finestrini è da pazzi: c'è un freddo cosi tagliente che sferza il viso come rovi invisibili. - Dai ci siamo quasi -, e con molta cautela i primi attraversano la strada sterrata che giunge all'Ostello di Monte Nardello, meglio conosciuto come L'Ostello di Aspromonte Liberamente.

Aspromonte Liberamente, esatto. Quel gruppo di esaltati che vuole cambiare il mondo e che ama la propria terra al punto tale da trascorrere, ogni anno, il mese di Luglio a raccogliere rifiuti... Però quelli di Aspromonte Liberamente sono una forza... C'è chi dice che è da sette anni che cercano di convertire una Ex base militare in un laboratorio ambientale. Altri invece sostengono di averli visti un'estate sotto il sole a costruire sentieri di una bellezza inaudita “... addirittura parlano di un sentiero lungo 32 kilometri, realizzato senza attrezzi in soli 15 giorni...” Qualcuno li vede a Marzo su tre metri di neve camminare in scarpe da tennis come se fossero sul Corso Garibaldi o giù di lì.

Insomma, sembrano tanto una leggenda metropolitana...

- Siamo arrivati - Mimma scende dalla macchina, la segue Vittoria - siamo le prime oggi - e nel frattempo Mimma apre la porta dell'ostello che scrocchia come se non fosse mai stata aperta prima. Si avventurano all'interno, accendono un lume per schiarire un po'. C'è un buio pesto, non si vede niente. Le finestre sono sigillate con delle lastre di ferro, e bisogna aspettare che Sandro porti la chiave del dodici per svitare i bulloni che le rendono inespugnabili. Infatti, perchè Aspromonte Liberamente ha bisogno di blindarsi per evitare che “i soliti ignoti” distruggano quel po' che in sette anni sono riusciti a mettere in piedi. E' proprio vero: “Nessun profeta è ben accetto in patria sua”.

Per fortuna le blindature sono esclusivamente strutturali, forti e inamovibili come la dignità di questi ragazzi.

Vittoria accende il fuoco nel camino e Mimma comincia a scartare le stoviglie dai sacchi di celofan, per preparare la cucina che oggi dovrà ospitare tanta gente.

Finalmente arrivano gli altri. La carovana in ordine sparso che si era mossa dalla città, finalmente giunge a destinazione. Ci sono tutti, non manca nessuno.

Gli sportelli delle macchine si chiudono e i cofani sibilano rivelando pietanze degne dei migliori chef d'accademia. Baci, abbracci lunghi e pieni d'affetto; anche questo è Aspromonte LiberaMente. Dunque la giornata è cominciata. Si contano più di quaranta persone. C'è chi discute, chi va a raccogliere legna e chi prende a calci il pallone. La montagna prende vita così, ed il freddo svanisce tra un bicchiere di vino ed un pezzo di formaggio.

Sono tutti seduti adesso, solo i fuochisti restano fuori a controllare la salsiccia e le costolette. Il clima è esplosivo, euforico. Le pietanze si susseguono e così anche le emozioni. Era da tanto che non stavano insieme. Poi, dopo il caffè, un'esigenza impellente ha coinvolto tutti...

Palla al centro. Due squadre: quelli di sala ed i misti. Batte Angelo, Mimmo in porta. Squadre da sette si scontrano in un'arena di 40 metri quadri. Impossibile, eppure si. Si è giocato, si è vinto e qualcuno ha perso”.

Sono le 6 di sera ormai. Il freddo è tornato. “In montagna fa buio prima”. Perciò tutti via. Sandro chiude. Si pulisce tutto e si torna a casa. Baci abbracci e ciao...

Alessio Principato