Siti Storici

Il monastero di San Giovanni in Castaneto

Il monastero di San Giovanni in Castaneto, secondo gli storici che se ne sono occupati, è stato fondato tra il 1100 e il 1150 ed il cenobioi pare che sia stato verosimilmente rifondato sotto il Gran Conte Ruggero(1100-1113) oppure nel periodo di reggenza della di lui moglie Adelaide(1113-1130) allorché Ruggero II° era ancora in età da non poter governare(minorenne). Trattasi comunque di un antichissimo monastero basiliano, sperduto da secoli tra la fitta vegetazione e quasi del tutto dimenticato. Ad osservare i ruderi, si possono ancora scorgere due alti pilastri che pare reggessero il tetto di un locale di probabile destinazione a frantoio oppure a palmento. Abbiamo inoltre testimonianza dell’esistenza del monastero da un documento del 1279 che trattando della vita del monastero, riporta il pagamento della "decimai" per il quinquennio 1275-1279 annotato sul Registro Vaticano al N° 1120. Nel caso specifico, la cospicua rendita di circa 6 once d’oro pari a 160 grammi, fa pensare ad un grande numero di coloni "laici" che coltivavano i 600 poderi assegnati loro in censo perpetuo o in colonia e che producevano enormi ricchezze per le loro famiglie e per il monastero. Dai boschi inoltre gli Stefanitii traevano gratuitamente il fabbisogno di legna e carbone, mentre la presenza dei monaci stabilmente insediati vicino al paese era motivo di maggiore tranquillità e prosperità. Nel XV° secolo la Santa Sede inviò l’archimandrita Athanase Chalkeopoulos in visita ai monasteri perché fornisse un quadro completo sia sotto l’aspetto religioso che per quanto riguardava il patrimonio e le rendite. Infatti le decime pagate erano sicuramente di gran lunga inferiori alla decima parte delle rendite dei monasteri e solo 65 monasteri sui 400 esistenti in Calabria avevano pagato il tributo durante il già menzionato quinquennio 1275-1279. Il delegato pontificio, giunto nel monastero di S.Stefano in Castaneto, vi trovò soltanto l’abate Bernava che fece al “Visitatore” la seguente dichiarazione:

La Grotta di San Silvestro

La grotta o la “cupola” di S.Silvestro, così come meglio denominata dalla popolazione autoctona, risale al periodo della dominazione normanna ma non si tratta di una grotta naturale o scavata dall’uomo, bensì di un'absidei a navatai unica in muratura di un’antica chiesetta che le impetuose e vorticose piene del torrente Gallico hanno lentamente ma inesorabilmente travolto e quasi cancellato ad eccezione di quella specie di cupola che ancor oggi è possibile scorgere tra la vegetazione ed alla quale non è stata ancora conferita dalle istituzioni l’importanza storica che meriterebbe, in quanto costituisce un antico punto di culto in una zona così impervia databile tra il 1100 ed il 1200.

Il Mulino Del Principe

Il mulino, fu costruito nel 1808 dal Principe della Motta in contrada Camanelli, sulla via della Petrazza, e si trova sulla strada per Podargoni. L’edificio, nonostante i due secoli intercorsi dalla costruzione, sembra ancora ben conservato nella sua struttura generale, anche se bisognoso di restauro e di maggiore valorizzazione quale antica ed autentica presenza architettonica del territorio. I mulini del ‘700–‘800 erano degli antichi edifici in cui si molivano o macinavano il grano ed altri cereali, muniti di macchinari usati per tale operazione che funzionavano ad acqua. Quindi dovevano essere costruiti accanto ad un corso d’acqua che, con la forza della sua corrente, potesse far girare la ruota del mulino.

Syndicate content